A.S.D. Virtus et Labor

Storia

logoLa “Virtus et Labor” nasce nel 1906 da un’idea dell’assistente all’Oratorio don Giovanni Sala e dai melegnanesi Gaetano Massironi e Giovanni Del Corno, come sezione ginnastica dell’Oratorio maschile S. Giuseppe di Melegnano.
Sarà con l’arrivo di don Enrico Tavazza, melegnanese d’origine e prezioso collaboratore, che la Società verrà dotata di attrezzature per la palestra e aderirà, nel 1907, alla Federazione Associazioni Sportive Cattoliche Italiane.

Le prime affermazioni

Il primo esame davanti al pubblico ed ai giudici ha luogo a Treviglio dal 9 all’11 maggio 1908: si tratta del Primo Concorso della Federazione Lombarda di Ginnastica alla presenza delle autorità regionali e statali. I risultati vedono la “Virtus et Labor” prima come squadra nella gara B (prima assoluta nella gara dei piccoli attrezzi) con targa d’onore, corona di quercia d’argento, targa d’argento e medaglia d’argento del Ministero della Pubblica Istruzione, dono di Vittorio Emanuele III. A questi prestigiosi riconoscimenti vanno aggiunte due medaglie d’argento e tre medaglie di bronzo individuali. Il 9 agosto 1908 a Legnano la Società partecipa al Convegno Ginnico Provinciale aggiudicandosi il 2° premio, la medaglia d’argento della categoria B e cinque medaglie d’argento individuali.
La nuova stagione inizia con l’esibizione alla festa patronale dell’Oratorio e si conclude il 13 giugno 1909 con la benedizione del vessillo e l’investitura solenne della società da parte delle autorità. L’attività ferve per oltre due anni con diverse partecipazioni a gare e concorsi di rilievo in Lombardia e Piemonte: tre atleti vengono selezionati per la rappresentanza nazionale ed a Saronno, nel settembre 1912, Giovanni Ceppi diventa campione italiano.
Nel giugno 1912, al Concorso Internazionale di Trento, Antonio Marovelli comincia a farsi notare per l’impostazione tecnica e la robusta volontà. Accanto a lui emergono Luciano Bottani e Giuseppe Clerici. Sempre in quell’anno, alle Olimpiadi di Stoccolma, Pietro Bianchi ottiene il 6° posto e viene festeggiato al ritorno con un sontuoso banchetto. Nel 1919 il Primo Convegno di Milano della Federazione Milanese segna l’inizio della ripresa post-bellica: la “Virtus et Labor” partecipa ottenendo una corona di alloro.
Nell’estate del 1920 Antonio Marovelli fa parte della squadra nazionale di ginnastica, composta da ventiquattro atleti, che si aggiudica il 1° posto alle Olimpiadi di Anversa (Belgio). Nel 1921, anno in cui la Società riscuote buone affermazioni in varie gare regionali, Marovelli si classifica primo nella categoria Ginnastica Artistica Seniori al Concorso Internazionale di Roma. Nel 1924, al Concorso Federale di Firenze, si aggiudica il titolo di Campione italiano. L’attività sociale registra in quell’anno, oltre alla vittoria della Coppa Federzoni, la conquista da parte della squadra, comandata da Merli, della Coppa De Simoni, con il reclutamento di tre ginnasti per la Nazionale della Federazione Associazioni Sportive Cattoliche Italiane.
In occasione del 20° anno dalla fondazione viene composto l’Inno del Ginnasta, con parole e musica di don Crispino Sala, cantato nelle solenni manifestazioni societarie e riconcertato dal prof. Marco Marzi nel 1976.

Il periodo della crisi

Tra il 1926 e il 1927 il regime fascista decreta lo scioglimento delle diverse associazioni sportive tra cui anche la Federazione Associazioni Sportive Cattoliche Italiane. Una sorte che non coinvolge la “Virtus et Labor”, mai sciolta anche grazie ai buoni rapporti tra le autorità fasciste ed ecclesiastiche locali. Nella tarda primavera del 1927 maturano però le dimissioni dei ginnasti più anziani e qualificati (Marovelli, Merli e Massironi), che danno vita ad una Società indipendente: l’Unione Sportiva Melegnanese. E, nel giugno 1927, si interpella perfino il Presidente della Federazione Diocesana Oratori Milanesi sull’opportunità di tesserarsi al Coni e al Dopolavoro Fascista per salvare la “Virtus et Labor”. E’ in questo critico contesto che il giovane don Mario Ferreri promuove la rinascita della società, insieme al segretario politico Grazzani ed all’istruttore Bottani. In pochi mesi, grazie all’apporto di venticinque soci e benefattori quali Vincenzo e Francesco Gandini, viene ricostruita la squadra.
L’anno successivo muore il primo Presidente, Ludovico Caminada, e gli succede Enrico Alemagna. Nel maggio 1930 la “Virtus et Labor” si classifica prima al Concorso Nazionale di Napoli, in occasione del quale le squadre lombarde vengono poi ricevute in udienza dal papa Pio XI. Il 1931 evidenzia i primi segnali di crisi legata all’affermarsi del partito fascista, che tende a riportare ogni attività della gioventù italiana alle dipendenze dell’Opera Nazionale Balilla. Scarsissima è la partecipazione alle gare fino a quando la Dirigenza della “Virtus et Labor” riceve una lettera del segretario politico Gandini che impone di scegliere fra tre alternative: sciogliere la Società, confluire nell’Unione Sportiva Melegnanese o, peggio, sottoporsi a commissariamento politico. Nell’inverno si opta per lo scioglimento e la bandiera della “Virtus et Labor” verrà custodita nella casa parrocchiale, segno inequivocabile della volontà di affermarne l’autonomia e, in conformità allo Statuto, farla decadere in caso di patrocinio politico o finanziario di ente diverso dall’Oratorio.
Nel 1932, a seguito di un compromesso con la segreteria politica locale, l’attività societaria ha un nuovo impulso con l’organizzazione di due accademie e l’affermazione ad un Concorso Ginnico Interregionale a Melegnano. Dal 1939, con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, l’attività diminuisce gradatamente anche a causa della partenza di molti ginnasti per il fronte. Durante il conflitto muore Antonio Marovelli, l’atleta più famoso della “Virtus et Labor” e il 30 giugno 1946 la Società organizza una Coppa a lui intitolata che, contrariamente alle intenzioni, resta in vigore solo per pochi anni.

La rinascita nel dopoguerra

Il 1947 e il 1948 sono anni di grande fermento, con l’iscrizione alla Federazione Nazionale, l’assidua preparazione per le consuete accademie e l’organizzazione e la partecipazione alla Coppa Marovelli. E’ da ricordare inoltre la partecipazione a numerose competizioni di qualità sportiva sempre elevata, nelle quali si affrontano avversari quali i Vigili del Fuoco di Milano e la Società Forza e Coraggio. Il Presidente Enea Gandini e l’assistente don Melli cercano a fatica di garantire la continuità, anche grazie al nutrito nucleo di forza della categoria adulti.
Ciononostante, il 1949 e il 1950 restano anni bui per l’acuirsi dei problemi economici e per ragioni organizzative. Il 1951 è un anno contrassegnato da un’attività molto intensa: si riparano gli attrezzi ginnici, si sostituiscono le divise e la Società si impegna a fondo per riproporsi all’esterno con rinnovato smalto. La crisi del 1950 è senza dubbio alle spalle, anche se continua a mancare una palestra adatta per la preparazione invernale e si auspicano soluzioni come l’utilizzo di quella comunale o addirittura il reperimento di fondi per la sua costruzione. Il 1952, poi, si presenta come un anno di grandi aspettative e risultati fra i quali spicca, in novembre, la tanto attesa partecipazione dello junior Angelo Marzi ai Campionati Nazionali. In quello stesso anno vengono nominati anche i nuovi istruttori per la categoria adulti, Angelo Marzi e Gianfranco Bersani. Nel 1954 matura un altro importante evento. Angelo Vicardi, primo al cavallo, alle parallele e nella classifica assoluta generale nell’incontro internazionale Milano-Grenoble-Zurigo , viene convocato per gli allenamenti collegiali in vista dei Campionati del mondo di ginnastica a Roma e schierato al fianco di altri sette ginnasti nella nazionale italiana maschile.
Nel 1959 Vicardi viene inserito nella lista dei ‘probabili olimpici’ per gli imminenti Giochi di Roma ‘60. In attesa di tale scadenza partecipa con una rappresentanza nazionale agli incontri di Montreux e di Belgrado. Il suo momento magico culminerà all’Olimpiade, dove si esibisce al cavallo con maniglie conquistando la medaglia di bronzo nel Concorso generale maschile a squadre. Le due stagioni successive sono caratterizzate dalle ottime prestazioni di Valerio Pesatori e Angelo Marzi in gare a livello nazionale.

Nuovi campioni e nuovi riconoscimenti

Nel 1970, in occasione della 407° Fiera del Perdono, la “Virtus et Labor” partecipa all’incontro con il gruppo sportivo Galimberti dei Vigili del Fuoco di Milano e a giugno presenta, con allievi ed allieve, un’accademia dimostrativa sul campo sportivo del Centro Giovanile. L’ottimo risultato conseguito incoraggia i dirigenti a consolidare l’iniziativa e ad aprire le iscrizioni per l’ammissione al Secondo Corso di reclutamento per la Ginnastica Formativa ed Artistica.
In giugno arriva la conferma del prestigio raggiunto: alla Terrazza Martini di Milano il Comitato Provinciale del Coni consegna alla “Virtus et Labor” il ‘Premio di Riconoscimento’ per l’attività svolta nel ’69. Il 1973 si ricorda come un vero ‘anno di grazia’, sia sotto il profilo degli ottimi risultati che dell’intensa attività: la “Virtus et Labor” registra al suo attivo addirittura venti manifestazioni – fra cui quattro organizzate a livello regionale, nazionale ed internazionale e ben duecentosessanta presenze a manifestazioni dimostrative collettive. Il 10 maggio 1973 il Coni assegna infatti alla “Virtus et Labor” la massima onoreficenza sportiva: la Stella d’Oro al Merito Sportivo. Dopo sessantotto anni di vita questo meritato riconoscimento allo spirito di dedizione di una Società ricca di tradizioni e di vicende storiche è senz’altro il traguardo più ambito, testimonianza della partecipazione attiva e seria alla vita sociale di centinaia di giovani melegnanesi che hanno risposto alla “chiamata dello sport”. Nel 1976, tra i vari risultati positivi vanno ricordati la qualificazione della dodicenne Renata Rossoni per partecipare alla sfida nazionale di Napoli e le prime affermazioni del giovane Diego Pesatori.
Il 1977 si apre come un anno di grandi aspettative, con l’obiettivo di perfezionare i ginnasti, in particolare le due giovani speranze Massimo Porro e Federica Gandini, che a Napoli partecipa per la prima volta al Campionato Nazionale giovanissime con una brillante prestazione e, nel gennaio 1978, si qualifica prima a Pavia. A fine anno, in occasione del Gran Premio Nazionale Federale, si registra una grande affermazione della “Virtus et Labor” all’interno della rosa delle venti squadre nazionali selezionate e Porro ottiene il 2° posto assoluto.

I favolosi primi anni Ottanta e Novanta

Il 1981 vede ancora la squadra maschile allievi nelle prime posizioni in campo nazionale con la conquista del 6° posto ai Campionati Italiani tenutisi a dicembre a Novi Ligure. Il 1982 registra il debutto in maglia azzurra di Diego Pesatori, che esordisce in aprile nell’incontro Francia-Italia e replica in giugno in occasione della Gymnasiade. Il 1983 è un anno di importanti affermazioni: il 24 aprile a Viareggio Diego Pesatori è Campione italiano, il quinto nella storia della “Virtus et Labor”. In questo periodo la Società è ai vertici del proprio prestigio. Diego Pesatori, a soli 16 anni, è capitano della nazionale e della Squadra Allievi. Dopo una battuta d’arresto a causa di un incidente occorso durante un allenamento, in giugno è ancora in gara a Firenze per la Gymnasiade, l’olimpiade giovanile in cui gli azzurri riescono a strappare un prestigioso 1° posto a squadre.
Diego, con il suo 2° posto al volteggio e il 7° piazzamento in classifica finale, è uno degli indiscussi protagonisti della vittoria. A settembre viene convocato nuovamente in nazionale per l’incontro internazionale Svezia-Italia da disputare nel paese scandinavo.
Sempre in questi anni la “Virtus et Labor” partecipa al Campionati Nazionali Allievi a squadre, nei quali gareggiano in tutto 33 squadre, classificandosi per ben tre anni consecutivi tra le prime 8 società (8° classificata a Savona nel 1983, 5° classificata a Modena nel 1984 e 4° classificata a Galliate sempre nel 1984). La squadra campione regionale è così composta: Diego Scaffidi, Stefano Conti, Claudio Conti, Patrick Anelli, Stefano Sfondrini, Francesco Maraschi, Riccardo Selmi e Emanuele Turconi.
La rappresentativa femminile, squadra allieve, piazzatasi terza nella gara per società a Lecco, è invece composta da Raffaella Zucca, Simona Sommariva, Valentina Granata, Anna Bellomi, Eleonora Sala e Marta Goglio.
Dopo la pausa estiva, in ottobre, si tiene presso il Centro Giovanile l’Assemblea ordinaria dei soci, con il resoconto degli ottimi risultati ottenuti nel quadriennio e la sottolineatura, che emerge dalla relazione economica, delle difficoltà legate alla conduzione di una società senza scopo di lucro. In quell’occasione vengono designati soci onorari Carlo Volpi, per l’attività svolta in 10 anni di Presidenza, don Cesare, per la stesura del libro sui 75 anni della Virtus e Carlo Reati come ginnasta e socio più anziano. Vengono inoltre nominati soci benemeriti Angelo ed Emilio Marzi, Valerio e Diego Pesatori per i risultati ottenuti, nonchè i medici sociali Angelo Bozzini, Giancarlo Corti e Vittorio Manuti per l’impegno professionale esercitato. Si indicono inoltre le elezioni per il rinnovo del Collegio dei Revisori dei Conti e del Consiglio Direttivo, in carica già nella prima riunione del 21 ottobre. Per il quadriennio 1987-1990 viene riconfermato alla presidenza il socio Giancarlo Bonacina. Anche il bilancio dell’anno sociale 1997 è positivo, sia per la partecipazione a tutte le gare più importanti (nonostante l’esiguo numero di agonisti di entrambi i sessi), sia per i risultati ottenuti. A conferma del ritrovato prestigio, domenica 1° giugno Davide Moroni, neo campione regionale, viene premiato pubblicamente.

Verso il Centenario

Nel 1996, l’allora presidente della Federazione Ginnastica Italiana Bruno Grandi, (poi presidente della Federazione Internazionale) conferisce a Valerio Pesatori un diploma corredato di distintivo d’oro e tessera d’ingresso permanente alle manifestazioni federali: un riconoscimento che tutta la Società accoglie con sincero apprezzamento. Gli anni novanta sono caratterizzati dall’affermazione della società sul territorio con pregevoli risultati a livello regionale.
I cento anni di vita rappresentano un traguardo prestigioso per una Società sportiva. Un traguardo che assume un valore ancora maggiore per la “Virtus et Labor”, che si può fregiare del titolo di più antica associazione di Melegnano. Un lungo arco di vita nel quale si sono succeduti avvenimenti e persone che hanno fatto e sono stati partecipi della Storia. Avendo come grande protagonista lo Sport, che nella “Virtus et Labor” è sempre stato coniugato ad una precisa scelta di impegno civile: l’educazione delle giovani generazioni ai valori più alti e alla crescita umana. Lungo tutto il ‘900 la Società è stata sempre alfiere della ginnastica, una delle discipline più classiche nel panorama sportivo.

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